E’ estate e per molti e molte di noi è il tempo della lettura. Ecco tre suggerimenti godibili sia che siate stanziali o in viaggio.
Il primo suggerimento è Manuale pratico di smarrimento di Lorenzo Marrone, una raccolta di propositi, insegnamenti appresi da esseri senzienti che condividono la nostra quotidianità. Un breviario moderno per imparare a canticchiare, a sostare, a non cercare la felicità a tutti i costi, a lasciare che sia; per apprendere il diritto alla fragilità, il diritto a non lasciare nulla di utile, il diritto a smarrirsi, il diritto a perdere e a non ricominciare. Un decalogo doppio non solo perché viaggia a due cifre ma anche per il fatto semplice di duplicare il numero dieci nell’enunciare i piccoli diritti da non trascurare. Un manuale che esprime poesia giocando con ironia e paradosso con le trappole che ci costruiamo. Chi ci parla è un umano che sa ascoltare gli esseri senzienti che lo circondano. Il primo animale a venirci incontro è un gatto per ricordarci il diritto di fermarci e poi altri diciannove tutti portatori di un diritto. A voi la scoperta a partire dall’esortazione a non sentirsi inadeguato espressa attraverso una dedica iniziale.
A chi parla con esitazione.
A chi non ha la battuta pronta.
A chi sente tutto, troppo
La seconda lettura consigliata è Il pensiero affettivo di Ginevra Bompiani e Sarantis Thanopulos.
Un epistolario, un saggio a quattro mani, una sinfonia di domande intorno ad una affermazione semplihttps://www.apriti-cielo.it/wp-content/uploads/2026/07/il-pensiero.jpgce che si apre a molteplici interrogativi: l’affetto è una forma di pensiero. Saranno gli interrogativi che si palleggiano con le loro dicotomie, da lettera a lettera, a costruire una pratica di scrittura che è pratica d’amicizia. Una prassi di affetti non ripercorribile in modo lineare anche se la metafora dell’arco e della freccia ricorre ripetutamente. Non è lineare nemmeno la struttura epistolare. Questo per mantenere il discorso di ciascuno di loro. Una voce al singolare che lascia al lettore/lettrice la libertà di pensare un punto terzo che non sia la somma dei due discorsi. Uno spazio che mantiene il filo delle differenze. Per fare questo il libro è stato diviso in due parti. Prima le lettere di Ginevra Bompiani e poi quelle di Sarantis Thanopulos.
La numerazione guida il gioco delle interrogazioni e delle risposte: la lettera 1 che apre il discorso, quella di Ginevra Bompiani, è a pagina15 ma la risposta, lettera 2, di Sarantis Thanopulos è a pagina 65. Saranno i numeri delle lettere a tracciare la narrazione e a farci comprendere il percorso d’ispirazione che il dialogo epistolare ha reso possibile.

E infine il memoir di Debora Levy Cose che non voglio sapere
E’ il racconto di un viaggio intrapreso dalla scrittrice in un momento difficile della propria esistenza ma anche unteressante racconto di come si siano costruiti alcuni suoi romanzi e quali rituali gli hanno resi possibili. Da questo punto di vista è anche un interessante percorso per cogliere come la scrittura anche quando non è esplicitamente biografica ha le sue radici nelle esperienze di vita. Esperienze differenti per ciascun individuo a partire dai motivi che ci spingono a partire.
Il titolo di apertura del racconto: Autobiografia in movimento descrive efficacemente la struttura della narrazione. Un cammino intellettuale ed emotivo che solo la complicità di una lingua straniera sembra rendere possibile; solo un luogo estraneo a noi per il semplice fatto di non conoscerne la lingua offre la possibilità di scavare dentro di noi e affrontare quelle conosciute registrate, sofferte di cui non vogliamo acquisire consapevolezza. Sapere anche se si è in fuga “dalle bugie che si annidavano nel linguaggio della politica, dai miti sul nostro carattere e sul nostro scopo nella vita.”
