{"id":3564,"date":"2015-03-28T15:40:32","date_gmt":"2015-03-28T14:40:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.apriti-cielo.it\/?p=3564"},"modified":"2016-03-06T22:57:50","modified_gmt":"2016-03-06T21:57:50","slug":"reading-di-lettura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.apriti-cielo.it\/mystaging01\/reading-di-lettura\/","title":{"rendered":"Reading di lettura"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.apriti-cielo.it\/mystaging01\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/20130427-142941.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3572\" src=\"https:\/\/www.apriti-cielo.it\/mystaging01\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/20130427-142941-300x300.jpg\" alt=\"20130427-142941\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.apriti-cielo.it\/mystaging01\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/20130427-142941-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.apriti-cielo.it\/mystaging01\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/20130427-142941-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.apriti-cielo.it\/mystaging01\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/20130427-142941-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.apriti-cielo.it\/mystaging01\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/20130427-142941.jpg 372w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>MARTEDI&#8217; 5 MAGGIO<\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center;\">ORE 18,30<\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"> &#8220;Che fine han fatto Biancaneve e le Altre?<\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Nuovi destini tra favole e tragedie&#8221;<\/span><\/h1>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Reading di letture di scritti delle partecipanti<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\">al corso di scrittura tenuto in Apriti Cielo!<\/h2>\n<h1 style=\"text-align: center;\">da Laura Lepetit<\/h1>\n<h2>leggono:<\/h2>\n<h2>AUGUSTA FONI, MARIA LUISA PARAZZINI,\u00a0 LETIZIA CELLA, ROSSELLA GIANNOTTI, PATRIZIA PULEIO, ROSSELLA BOLOGNA,<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">ROSSELLA BOLOGNA<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #993366;\">Biancaneve<\/span><\/p>\n<h6>Vi racconto una storia: c\u2019era una volta una regina.<\/h6>\n<h6>Non arricciate subito il naso. Avete mai sentito una storia che parla di un portinaio? No.<br \/>\nTutte le storie, parlano di regine e di castelli.<br \/>\nMa questa che sto per raccontare \u00e8 una storia speciale. Perch\u00e9 \u00e8 la storia \u201cvera\u201d di Biancaneve.<br \/>\nVe la racconto perch\u00e9 sono certa che voi non sappiate come si svolsero davvero i fatti.<\/h6>\n<h6>Dicevo, c\u2019era una volta una regina, il cui vero nome non era Grimilde ma Marion.<br \/>\nPer problemi di Privacy i nomi dei personaggi della storia sono stati successivamente modificati.<\/h6>\n<h6>Marion\/Grimilde dopo la sua lunga avventura con il Cacciatore\/Robin Hood torn\u00f2 ad essere una brava castellana e a fare tutto ci\u00f2 che competeva a una donna del suo tempo.<br \/>\nFilava e novellava, sottomessa e rispettabile, parlava in buone maniere, elargiva sorrisi, guardando ogni tanto fuori dalla torre, mentre aspettava che lui si decidesse a sposarla.<\/h6>\n<h6>E per tanta amabilit\u00e0 un giorno il Cacciatore Robin Hood pronunci\u00f2 i versi che rimasero poi nella storia;<br \/>\nTanto gentile e tanto onesta pare, la donna mia quand\u2019ella altrui saluta ch\u2019ogni lingua deven tramando muta.<\/h6>\n<h6>Ma la realt\u00e0 era che passavano i mesi e passavano gli anni e sto cacciatore infingardo, anche se ormai cominciava a perdere i capelli e a venirgli la pancia non si decideva proprio a mettere giudizio e parlare di matrimonio. Invece di passare il suo tempo con lei, stava sempre in giro nel bosco con i soliti quater amis quater malnat vegnu su insemma compagn di gatt.<br \/>\nE lei cominciava a diventare un po\u2019 paranoica.<\/h6>\n<h6>Lei si mostrava con diadema, mantello, abito fasciante nero, sguardo assassino, scollatura, ma niente da fare.<br \/>\nTutto come ai vecchi tempi. Con la scusa della caccia e delle esercitazioni militari lui era sempre fuori casa.<\/h6>\n<h6>Ma che noia ma che barba. Una inedia mortale. Infinite giornate senza TV, Computer o qualcuno con cui parlare. Tanto che ormai cominciava a parlare con lo Specchio e a studiare ogni ruga in pi\u00f9 che si palesava sul suo bel viso.<\/h6>\n<h6>Fu durante una delle rare visite del Cacciatore\/Robin Hood al castello\u2026.che nacque il primogenito, a cui fu attribuito il nome di Lancillotto.<\/h6>\n<h6>Solo che questi, invece di diventare un intrepido cavaliere o almeno un \u201cmalnatt\u201d come suo padre, ogni giorno che passava assomigliava sempre di pi\u00f9 a una timida pulzella. Non \u00e8 che Marion\/Grimilde non gli volesse bene. Ma al castello proprio non ci poteva stare, un erede maschio che si vestiva manco fosse stato Candy Candy le rubava il suo rossetto rosso vermiglio, e per di pi\u00f9 andava in giro cantando a squarciagola. E quanto cantava sto stonato!<\/h6>\n<h6>E come si faceva chiamare? Biancaneve. Che tragedia.<br \/>\nA Marion Grimilde proprio non andava gi\u00f9 ma in fondo il ragazzo si faceva chiamare cosi per ingraziarsi proprio lei, la madre, glielo aveva detto lui, strizzandole l\u2019occhio.<\/h6>\n<h6>Tutti sanno che infatti il racconto inizia col sogno di Marion\/Grimilde nel quale a causa di una puntura accidentale di un fuso, una goccia di sangue cadde sulla neve e lei, che era molto romantica, disse che il significato era chiaro: se avesse avuto una figlia femmina l\u2019avrebbe chiamata Biancaneve.<\/h6>\n<h6>Lancillotto l\u2019aveva preso come un segno del destino. Marion\/Grimilde era disperata.<br \/>\nPare che sia stato cosi, che la Regina abbia detto a Robin Hood: \u201cman mano che cresce sto ragazzo, la situazione peggiora. Non possiamo pi\u00f9 nasconderlo. Trova tu una soluzione. Non lo voglio pi\u00f9 sotto gli occhi.<br \/>\nE se proprio si deve sapere, per carit\u00e0 che si dica che io sono solo la Matrigna\u201d.<\/h6>\n<h6>\u201cPortalo via portalo via di qua verso un&#8217;altra citt\u00e0, dove la gente, la gente che va non lo conoscer\u00e0\u201d.<br \/>\nE lui le ha risposto. Non c\u2019\u00e8 problema- Ghe pensi mi.<\/h6>\n<h6>In quattro e quattr\u2019otto il Cacciatore\/Robin Hood gli trova una sistemazione in una bella casetta nel bosco.<br \/>\n\u201cEcco tu abiterai qui, lontano dal castello, per\u00f2 cara Biancaneve\/Lancillotto ci sono dei coinquilini, cerca di andare d\u2019accordo perch\u00e9 gli affitti di oggi sono quello che sono. Un pochino devi darti da fare anche tu in casa. In compenso qui nel fitto del bosco anche se ti travesti o ti mimetizzi non ti vedr\u00e0 nessuno. Io verro ogni tanto a trovarti e dar\u00f2 notizie di te a tua madre\u201d.<\/h6>\n<h6>In quella casetta nel bosco abitavano anche 7 orfanelli che venivano impiegati in miniera da mattina a sera.<br \/>\nAllora le leggi contro il lavoro minorile non esistevano ancora. E neanche i sindacati.<\/h6>\n<h6>Il Cacciatore\/Robin Hood andava a trovarli circa una volta all\u2019anno e Brontolo che era il pi\u00f9 vecchio, ricordava perfettamente l\u2019ultima volta, quando aveva portato Cucciolo, e della volta prima Mammolo e prima ancora Eolo, tanto \u00e8 vero che ormai cominciavano a stare un po\u2019 stretti. E non fu tanto contento quando il cacciatore\/Robin Hood si present\u00f2 quell\u2019anno con Biancaneve\/Lancillotto. Pare che avessero anche fatto una bella litigata al riguardo. Ma non ci fu niente da fare. Biancaneve doveva restare.<\/h6>\n<h6>In realt\u00e0 col passare del tempo le cose si sistemarono. Biancaneve\/Lancillotto tutto sommato era contento della nuova sistemazione. Essendo di stirpe regale non doveva andare a lavorare in miniera e poteva alzarsi tardi la mattina. In fondo gli piaceva occuparsi della casa e poteva cantare a squarciagola come gli piaceva tanto. E gli orfanelli erano contenti di trovare pronto da mangiare, e la casa in ordine, dopo il lavoro in miniera.<\/h6>\n<h6>Un giorno per\u00f2 a Marion\/Grimilde venne all\u2019orecchio di sto fatto che Robin Hood invece di andare a caccia con gli amici, andasse ogni tanto da solo in una casetta nel bosco. Quando chiese spiegazioni lui le disse che si stava sbagliando.<\/h6>\n<h6>Cosi un giorno, forse per noia, forse per sospetto, e stufa di parlare solo con lo specchio, Grimilde\/Marion cominci\u00f2 a pensare che forse poteva andare a vedere dov\u2019era sta casetta. In fondo una passeggiata poteva essere solo salutare.<\/h6>\n<h6>Cosi in anonimato usci\u2019 e cosi\u2019 si incammino nel bosco.<br \/>\nNonostante conoscesse benissimo la foresta di Sherwood, non sapendo esattamente dove andare, rischi\u00f2 quasi di perdersi. Era in preda ai suoi pensieri.<\/h6>\n<h6>Aveva sospettato che fosse quella, la casetta dove viveva Biancaneve\/Lancillotto. Dato che lei aveva preferito non sapere cosa il Cacciatore\/Robin Hood ne avesse fatto. Dopo tanto tempo, e qualunque fosse il mistero, forse era ora di sapere, se Lancillotto\/Biancaneve era ancora vivo. O se il Cacciatore lo avesse ucciso.<br \/>\nMa in fondo temeva lui avesse una tresca.<\/h6>\n<h6>Meno male che incontr\u00f2 Cappuccetto Rosso che le diede indicazioni per tornare indietro e le spieg\u00f2 anche come trovare la casetta nel bosco. Cappuccetto Rosso le conferm\u00f2 che uno strano personaggio che vestiva sempre abiti sgargianti e portava sempre un cerchietto in testa, abitava proprio li. Lo sapevano tutti perch\u00e9 cantava sempre a squarciagola.<\/h6>\n<h6>Grimilde pens\u00f2, ecco ci siamo. Ho ritrovato Lancillotto\/Biancaneve.<br \/>\nPoi tanto per essere gentile e fare un po\u2019 di conversazione chiese a Cappuccetto Rosso \u201cMa tu Bimba cara che cosa fai in giro da sola. Dimmi, dov\u2019\u00e8 il tuo pap\u00e0?\u201d<br \/>\nE lei rispose \u201cio abito con la nonna, il mio pap\u00e0 \u00e8 un Cacciatore, lo vedo poco perch\u00e9 va in giro con gli amici nel bosco. Quater amis quater malnat vegnu su insemma compagn di ratt\u201d<\/h6>\n<h6>Oh brutto fellone infedele e doppiogiochista.<br \/>\nIn realt\u00e0 Marion Grimilde aveva gi\u00e0 sentito parlare, di un cacciatore che aveva mollato una bambina alla nonna.<br \/>\nLe erano gi\u00e0 venuti dei dubbi in passato, ma poi aveva sorvolato. Forse aveva preferito non sapere.<br \/>\nSpesso le donne sono proprio stupide.<\/h6>\n<h6>Eppure glielo aveva detto sua madre: tienti Riccardo Cuor di Micione e lascia perdere il Cacciatore\/Robin Hood che sar\u00e0 anche figo, ma \u00e8 un gran puttaniere. Ma lei no, a tutti i costi voleva inseguire il suo amore romantico.<\/h6>\n<h6>Ed \u00e8 cosi che ritornata a casa Marion\/Grimilde pot\u00e8 riflettere meglio sul da farsi.<br \/>\nCi pens\u00f2 su. Serviva un piano d\u2019azione. \u201cSe devo fare trenta meglio fare trentuno\u201d si disse.<\/h6>\n<h6>E poi segu\u00ec il suo piano. Prese delle belle mele dal suo giardino e le avvelen\u00f2 le pose in un cestino di paglia pronte per essere portate nel bosco. Erano proprio invitanti rosse lucenti, come il colore della vendetta.<br \/>\nMarion Grimilde era soddisfatta.<\/h6>\n<h6>Se davvero Biancaneve\/Lancillotto abitava nella casetta nel bosco e casualmente fosse morta mangiando una mela, Marion\/Grimilde si sarebbe tolta un problema. L\u2019arma del delitto era al di sopra di ogni sospetto e per di pi\u00f9 biodegradabile. Se fosse saltato fuori il sospetto di omicidio\u2026.la colpa sarebbe ricaduta su quel donnaiolo di Cacciatore\/Robin Hood, certamente lo avrebbero impiccato.<\/h6>\n<h6>In fondo lei era sempre stata tenuta all\u2019oscuro di tutto. Un piano perfetto.<br \/>\nLei avrebbe pianto finte ma copiose lacrime se le avessero detto del suo primogenito scoperto e poi morto nel bosco. E se il Cacciatore\/Robin Hood si fosse salvato o non fosse stato sospettato\u2026.b\u00e8, avrebbe pensato a cosa fare piu tardi. Bisognava procedere per gradi.<\/h6>\n<h6>Marion\/Grimilde si mise una mantella nera con cappuccio che oltre a nasconderla, come si sa, smagrisce, e torn\u00f2 nel bosco. Questa volta per ritrovare la strada segui le briciole che aveva seminato lungo la strada la volta prima. Tanto sono deperibili e le tracce si sarebbero facilmente cancellate.<\/h6>\n<h6>Arrivo finalmente alla casetta. Biancaneve\/Lancillotto era solo.<br \/>\nStendeva i panni, cantando a squarciagola, come sempre vestito con quella gonna gialla, da pugno in un occhio, fiocco blu in testa, guance rosa e tacchi a spillo. \u201cCiao Biancaneve, sono la mamma\u201d<\/h6>\n<h6>Biancaneve\/Lancillotto ammutoli un attimo per la sorpresa, e smise fortunatamente di cantare.<br \/>\n\u201cMamma le disse, sono contenta di vederti, vieni a vedere la mia casa.<br \/>\nSi trattava di una villetta su un piano solo camera cucina salone dieci camere da letto, tre bagni.<br \/>\nE\u2019 qui che mi ha portato pap\u00e0. A vivere coi miei fratellini. Lui viene spesso qui con le sue amiche. Sono contenta che sei venuta a trovarmi anche tu\u201d.<\/h6>\n<h6>E a quel punto ammutoli anche la mamma.<br \/>\nQuali amiche? Quali fratellini? A Marion\/Grimilde a momenti prende un coccolone.<br \/>\nBrutto fedifrago vigliacco e traditore.<br \/>\n\u201cPeccato che non ci siano anche tuo padre e i tuoi fratelli, caro Lancillotto\/Biancaneve, vi avrei fatto volentieri una bella festa a tutti quanti. Comunque comincia te a mangiare qualche bella mela\u201d \u201cPurtroppo ne ho portate poche ma vedrai che poi in qualche modo, vedr\u00f2 di rimediare\u201d disse lei con voce suadente porgendole il suo cestino \u201cMangia mangia, su, lo sai che la frutta fa bene\u201d<\/h6>\n<h6>E insistette cosi tanto che Biancaneve\/Lancillotto quasi si strozzava a furia di mangiare mele.<br \/>\nMastica e mastica \u2026e come racconta la storia, a un certo punto\u2026cadde di schianto.<br \/>\nE\u2019 fatta. Grimilde\/Marion riprese il proprio cestino e non vista, rientr\u00f2 a casa. Delitto perfetto?<\/h6>\n<h6>Purtroppo dopo un po\u2019 si cominci\u00f2 a spargere la voce di una fanciulla con la gonna gialla trovata addormentata nel bosco. Oh porca miseria, come sarebbe a dire addormentata?<br \/>\nMarion Grimilde si rese conto che Lancillotto\/Biancaneve non era morta. \u201cSar\u00e0 in coma\u201d pens\u00f2.<br \/>\n\u201cAdesso tutti sapranno. Oh che guaio. E se si sveglia e dice che \u00e8 stata lei, la sua mamma, ad avvelenarla\u201d?<br \/>\nA quei tempi ci mettevano un attimo a mettere al rogo una mamma.<\/h6>\n<h6>Forse sarebbe stato meglio se avesse lasciato le cose come stavano.<br \/>\nE del Cacciatore\/Robin Hood? Ah di lui nessuna traccia. Sparito.<br \/>\nQuasi certamente aveva mangiato la foglia.<\/h6>\n<h6>Grimilde era sotto pressione. Bisognava assolutamente fare qualcosa.<br \/>\nOrmai era troppo rischioso esporsi ancora. Cappuccetto Rosso avrebbe potuto testimoniare di averla vista.<br \/>\nPensa che ti pensa\u2026..Marion\/Grimilde decise di cercare un&#8217;altra strada, per il suo erede, pi\u00f9 soft, che forse avrebbe salvato la situazione.<\/h6>\n<h6>Scrisse allora a un amico che aveva avuto come primogenito un figlio maschio: Salvatore.<br \/>\nL\u2019uomo era un padre disperato, perch\u00e8 non riusciva ad accasare il figlio.<br \/>\nNon sembrava riscuotere molto successo tra le dame dell\u2019epoca, nonostante fosse di nobile lignaggio.<br \/>\nEppure Salvatore era abbastanza estroso e nel settore della moda era molto quotato.<br \/>\nAmava indossare dei mutandoni lunghi attillati, che forse nei secoli a venire, avrebbero chiamato leggings, tirati su fino alle ascelle, di color celeste baby. Fu a causa del suo abbigliamento che cominciarono a chiamarlo \u201cPrincipe azzurro\u201d.<\/h6>\n<h6>Marion\/Grimilde gli suggeri\u2019 di raccontare al figlio Salvatore di tal Lancillotto\/Biancaneve che dormiva nel bosco.<br \/>\nEd \u00e8 cosi che si arriva alla parte della storia che tutti conosciamo.<\/h6>\n<h6>Salvatore magro pelato, con paio di rotoli di lardo in zona addominale, che tradivano l\u2019et\u00e0 non proprio verdissima, fu preso dall\u2019entusiasmo. Indoss\u00f2 la sua calzamaglia preferita super-aderente azzurro baby, la camicia con le maniche a sbuffo, e il mantellino celeste in tinta. Come accessori scelse scarpe nere, lucide coi tacchi e borsello portafrecce rosa giusto per staccare. Manco a carnevale. Sali sul suo cavallo bianco che solo a vederlo cambi\u00f2 colore dalla vergogna, e parti al galoppo per andare a cercare la bella addormentata nel bosco.<\/h6>\n<h6>Galoppa e galoppa. \u2026sinceramente ci mise un po\u2019 perch\u00e9 il navigatore non lo avevano ancora inventato e seguire l\u2019Orsa nel bosco non era sempre agevole, ma comunque la trov\u00f2.<br \/>\nE quando finalmente vide questo piccolo grande amore, con quella sua maglietta fina tanto stretta che si immaginava tutto e quell\u2019aria da bambina\u2026. cap\u00ec subito che Lancillotto\/Biancaneve era la donna ops\u2026l\u2019 uomo della sua vita.<\/h6>\n<h6>Veramente dopo tale lunga cavalcata era probabile che il Principe azzurro fosse alquanto sudaticcio e puzzasse di cavallo, ma su questo particolare la storia sorvola. Probabilmente a quei tempi una certa miscellanea di odori, era ritenuta una cosa normale.<\/h6>\n<h6>Il Principe scese da cavallo, sollev\u00f2 Biancaneve tra le braccia e le diede una gran botta sulla schiena e Biancaneve\/Lancillotto con un colpo di tosse, vomit\u00f2 la mela. Spettacolo rivoltante ma che sort\u00ec il suo effetto..<\/h6>\n<h6>Miracolo. Biancaneve\/Lancillotto si svegli\u00f2, apr\u00ec gli occhi e vide il suo Salvatore\/Principe Azzurro.<br \/>\nAnche lei aveva capito che erano fatti l\u2019uno per l\u2019altra. Un colpo di fulmine.<\/h6>\n<h6>In accordo con le rispettive famiglie decisero di restare a vivere nel bosco.<br \/>\nAvevano gi\u00e0 una casa pronta e arredata (e soprattutto lontana dai rispettivi Castelli), perch\u00e9 rinunciare?<br \/>\nE gli orfani? Ma si cercassero un&#8217;altra sistemazione, sti bamboccioni.<br \/>\nAvevano ricevuto lo sfratto.<br \/>\nTanto si sa che i nobili sono sempre stati prepotenti.<\/h6>\n<h6>Dei poveri orfanelli infatti la storia non parla. Come fossero scomparsi nel nulla.<br \/>\nI giornali d\u2019epoca in realt\u00e0, a un certo punto parlarono di un incidente in miniera, ma le indagini vennero insabbiate. Gli orfani non fanno storia, i re e le regine si.<br \/>\nAnche del Cacciatore\/Robin Hood non si seppe pi\u00f9 niente.<\/h6>\n<h6>Qualcuno disse che fosse morto nel bosco durante un incidente di caccia.<br \/>\nQualcun altro disse che mor\u00ec dopo aver mangiato frutta avariata, trovata casualmente in un cestino.<br \/>\nNon si sa. La storia anche di lui non parla.<br \/>\nIn fondo era proprio un gran rompiballe e nessuno sent\u00ec la sua mancanza.<\/h6>\n<h6>Grimilde\/Marion, sicura ormai di aver risolto tutti i suoi problemi, rinunci\u00f2 alle sue idee omicide nei confronti di Lancillotto\/Biancaneve e ricominci\u00f2 a fare gli occhi dolci a Riccardo Cuor di Micione che non vedeva l\u2019ora di impalmare la sua bella sperando di diventare finalmente il re del reame. In realt\u00e0 era un po\u2019 cagionevole di salute ma il medico gli disse che era sufficiente star lontano dalle mele rosse.<\/h6>\n<h6>E da allora tutti (i sopravvissuti) vissero felici e contenti.<br \/>\nStretta \u00e8 la foglia, larga \u00e8 la via, dite la vostra che ho detto la mia.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">LETIZIA CELLA<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #993366;\">Un Re maleducato<\/span><\/p>\n<h6>C\u2019era una volta un re molto maleducato.<\/h6>\n<h6>I suoi sudditi diventavano rossi di vergogna quando lo vedevano scendere a saltoni lo scalone d\u2019onore, con la corona tutta storta ed ammaccata che cadeva e rimbalzava dappertutto! Sul trono stava sempre accovacciato con le gambe ripiegate sotto il sedere, non stava mai attento e guardava le mosche. Anzi! A volte ne prendeva qualcuna al volo e&#8230;&#8230; se la mangiava!<\/h6>\n<h6>Nel regno tutti erano in attesa delle sue nozze: aspettavano una bella festa come si deve, con banchetti, balli e tornei, la promessa sposa era sempre pronta tutta in ghingheri&#8230; ma lui niente! Appena sentiva la parola \u201cmatrimonio\u201d si metteva a sputare! Aveva addirittura trasformato il salone delle feste in una piscina e stava quasi sempre l\u00ec a mollo.<br \/>\nUn giorno mentre solo soletto faceva il bagno, dopo una lunga nuotata sott\u2019acqua tir\u00f2 su la testa per respirare e si vide davanti la promessa sposa. Stava impalata sul bordo della piscina con le sue gonne sottogonne e lo strascico, con i capelli tutti intrecciati di perle di fiori e di fiocchi e appena lo vide cominci\u00f2 ad urlare:<\/h6>\n<h6>&#8211; Adesso basta! Adesso mi devi sposare!-<\/h6>\n<h6>Il re si rituff\u00f2 terrorizzato, ma ogni volta che tirava su la testa per prender fiato si ritrovava davanti quella furiosa in attesa di una risposta.<br \/>\nAlla fine sentenzi\u00f2:<br \/>\nNon ti sposer\u00f2 mai e poi mai!<\/h6>\n<h6>Poi il re torn\u00f2 sott\u2019acqua e si mise a nuotare come un disperato per dimenticare il momento pi\u00f9 orribile della sua vita quando questa pazza, che adesso voleva essere sposata, era comparsa all\u2019improvviso davanti a lui, l\u2019aveva afferrato con la sua manaccia e gli aveva schioccato sul muso l\u2019orribile bacio della sua rovina. Poi rimise fuori la testa e le domand\u00f2:<br \/>\nMa come ti \u00e8 venuto in mente di baciare un povero ranocchio e ridurlo cos\u00ec?<br \/>\nEra una favola che mi raccontava la mia nonna e io ci ho provato&#8230;<br \/>\n-E che gusto ci provavi a trasformare ranocchi in principi?<br \/>\nLa favola diceva che poi il principe mi avrebbe sposato e che &#8230; appunto, saremmo sempre vissuti felici e contenti!<br \/>\nContenti? Felici? In questo regno? Ma io ero contento<br \/>\nnel mio stagno!<br \/>\nAllora la principessa gli spieg\u00f2:<br \/>\nQuando uno ha un regno praticamente ha tutto quello che vuole, pu\u00f2 fare tutto quello che vuole e per forza diventa felice!<\/h6>\n<h6>Il re non era affatto convinto, ma gli venne un\u2019idea:<br \/>\nSe credi di diventare felice con questo regno &#8211;<br \/>\nsentenzi\u00f2 &#8211; te lo lascio, ma tu devi trovare il modo di farmi tornare ranocchio.<\/h6>\n<h6>A questa proposta la ragazza rimase senza parole, ma era un tipo che non si perdeva d\u2019animo. Di colpo si strapp\u00f2 la parrucca e tutte le gonne e si tuff\u00f2 nelle piscina in mutande. \u201cForse l\u2019incantesimo funziona anche al contrario!\u201d pensava!<br \/>\nIl re non fece in tempo a muovere un muscolo che lei gli fu addosso gli afferr\u00f2 la testa e gli stamp\u00f2 un altro bacione sulla bocca.<br \/>\nMa l\u2019incantesimo al contrario non funzionava!<br \/>\nRiavutosi dallo stupore, furioso, la spinse sott\u2019acqua, ma lei, che era una piccoletta molto agile e sportiva, gli sfugg\u00ec e d\u2019un balzo gli fu sulle spalle con tutto il suo peso: cominciarono cos\u00ec una gran battaglia un po\u2019 sotto un po\u2019 sopra con molti spruzzi, molte bevute e molte&#8230; risate. Proprio risate! Perch\u00e9 a tutte e due piaceva molto giocare nell\u2019acqua.<br \/>\nAlla fine senza fiato ma allegri, perch\u00e9 da molto tempo non si erano divertiti cos\u00ec tanto, mentre facevano uno spuntino ristoratore: lui mosche e zanzare, lei pane e salame, decisero di partire insieme alla ricerca della magica pozione che trasforma gli umani in ranocchi: tutti e due avevano buonissime ragioni per trovarla. Camminarono, camminarono, camminarono, per mari, per monti e per valli e intanto che andavano diventarono amici: avevano moltissime cose da raccontarsi. Il re le insegnava canzoni di vento di foglie di onde e le raccontava storie di alghe e di pesci, lei filastrocche, ninnananne e favole di principi di lupi, di nani&#8230; poi quando vedevano una pozza d\u2019acqua si tuffavano insieme e si divertivano un mondo.<br \/>\nCammina cammina cammina tra molte avventure un po\u2019 belle e un po\u2019 brutte arrivarono in un meraviglioso bosco incantato ed incontrarono una vecchissima fata che, tra tutte le sue antiche pozioni, aveva anche quella che tramuta gli umani in ranocchi.<br \/>\nTutti e due saltarono e ballarono di gioia: la loro ricerca finalmente era finita!<br \/>\nFecero insieme un ultimo lunghissimo bagno poi si abbracciarono, il re, come ultima cosa le chiese di fare subito una legge che vietava di mangiare rane, poi bevve un sorso. Ed ecco che di colpo divenne verde, piccolo piccolo, tutto rugoso ed un po\u2019 schifoso e d\u2019un balzo fu nello stagno.<br \/>\nLei adesso finalmente era una vera regina!<br \/>\nSi sedette a pensare a tutte le cose meravigliose che sarebbero state sue, a tutte le cose stupende che adesso avrebbe potuto fare&#8230; Ma non le veniva in mente niente di divertente e di bello senza il suo amico re.<br \/>\nEra una ragazza spiccia: pens\u00f2 che in fondo i ranocchi non sono poi cos\u00ec brutti per le ranocchie&#8230; bevve l\u2019ultimo goccio di pozione magica e salt\u00f2 nello stagno anche lei.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">AUGUSTA FONI<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #993366;\">L\u2019incontro di Lucia con la Signora di Monza<\/span><\/p>\n<p>Usciti dalla stanza Agnese e il frate cappuccino che l\u2019aveva accompagnata con la figlia, la Signora assunse un tono pi\u00f9 deciso e incominci\u00f2 a chiedere insistentemente a Lucia in che cosa consistessero le molestie di don Rodrigo. Lucia, sorpresa che una monaca si interessasse tanto a quei gesti e a quelle parole, arross\u00ec in silenzio.<br \/>\nRimase ancor pi\u00f9 sorpresa nel vedere che nella foga delle parole i capelli della Signora incominciavano a scivolare fuori dal velo. Lucia non credeva ai suoi occhi, le avevano sempre detto che le monache avevano la testa rasata. Incominci\u00f2 fissare quei capelli lucidi e ondulati. La Signora le si avvicin\u00f2 con un guizzo, lasciando scivolare il velo a terra. Aveva una lunga capigliatura castana con sfumature ramate, ornata da tanti piccoli nastri di seta. Un profumo di alloro riemp\u00ec tutta la stanza. Le converse che erano rimaste al suo fianco puntarono gli occhi su Lucia e sorrisero tra loro, mentre da una finestrina, in fondo alla stanza, comparvero le facce attente di altre converse. Lucia cerc\u00f2 sul loro viso qualche segno di solidariet\u00e0, un aiuto nel disorientamento che la atterriva, ma incontr\u00f2 solo sguardi impassibili.<br \/>\nLa Signora si avvicin\u00f2 ancora di pi\u00f9. \u201cNon speventarti, su. Ti piacciono? Anche tu puoi avere capelli cos\u00ec. I tuoi adesso sono come la stoppa, pieni di groppi, ma puoi averli lunghi e lisci. Ti starebbe bene anche con un po\u2019 di tinta di zafferano sulle guance. Sei di bassa statura, ma hai delle belle braccia. Non ti piacerebbe un bel vestito di seta morbida con i merletti? E una fascia stretta in vita come la mia? E poi i panni damascati, i velluti&#8230;sono pi\u00f9 belli dei panni di canapa. Il mondo fuori di queste mura \u00e8 pieno di pericoli, soprattutto per le donne giovani e poi la vita \u00e8 grama per tutti. Ma qui siamo tra di noi, possiamo stare comode. In fondo siamo tutte sorelle. Nella nostra religione ci sono tante penitenze, ma \u00e8 pur vero che i nostri corpi e i nostri capelli sono opera delle mani di Dio, come tutta la bellezza del creato. Nella sua immensa saggezza e generosit\u00e0 il padre confessore lo sa bene e perdona tante cose, ci rinforza nella fede e ci conforta con grande sollecitudine. Godiamo dei favori di tante sue conoscenze, nobiluomini di rango che vengono al convento per le loro devozioni da tutta Monza e persino dal circondario di Brugherio. Sono tutti molto generosi e indulgenti con i nostri capricci piccoli e grandi. Noi prepariamo per loro tanti dolcetti con le mandorle e l\u2019acqua di arancio e mangiamo insieme, ridiamo insieme con la musica che sembra suonata dagli angeli.\u201d<br \/>\n\u201cAbbiate piet\u00e0 di me, grande Signora, sento tante parole e mi confondo.\u201d Lucia cerc\u00f2 qualche appiglio per tirarsi fuori dal discorso e uscire dalla stanza. Riusc\u00ec a dire solo qualche parola \u201cMia madre \u00e8 qui al convento e poi sono promessa a un bravo giovane\u2026.\u201d La Signora schium\u00f2 di rabbia \u201cI genitori\u2026lasciateli perdere\u2026e il vostro contadinotto\u2026non vi offrir\u00e0 mai delle pantofole ricamate! Andate di l\u00e0, c\u2019\u00e8 uno stanzino con un pagliericcio dove passerete la notte. Il freddo e il digiuno vi faranno da buoni consiglieri.\u201d<br \/>\nCome ubbidendo a un ordine tacito, una giovane conversa la prese per il braccio e la accompagn\u00f2 fino allo stanzino, asciugandole le lacrime che le scorrevano sulle guance e promettendo una visita al calare della notte. Ritorn\u00f2 infatti, in punta di piedi per non farsi sentire e senza parole, ma con una ciotolina di dolcetti. Moriva di fame Lucia e la vide come un angelo che porta l\u2019eucarestia. Afferr\u00f2 i dolci, ma li mangi\u00f2 lentamente, per assaporarli meglio. Qualcuno c\u2019era che la aiutava in quel posto, forse non erano tutte cattive e corrotte dal lusso e dai piaceri. Si mangiavano anche cose sopraffine in quel posto, c\u2019era la musica, le luci e dei gentiluomini sorridenti. Lucia incominci\u00f2 a pensare che forse qualche tempo poteva fermarsi.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">ROSSELLA GIANNOTTI<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #993366;\">Penelope<\/span><\/p>\n<h6>Un ultimo suo sguardo al nodoso talamo ella diede<br \/>\nE chiam\u00f2 a s\u00e9 la fida Euriclea, che pronta<br \/>\nLe porse il manto a cingere le spalle.<br \/>\nE Penelope avvi\u00f2 verso il mare i decisi passi.<br \/>\nAncora bella e forte la donna si sentiva, d\u2019aspetto fiero<br \/>\nDal radioso sorriso e dallo sguardo altero<br \/>\nIn mezzo al sole si allontan\u00f2 sicura da quella reggia:<br \/>\ntroppo aveva atteso, troppo sofferto,il tempo,ahim\u00e8 trascorso<\/h6>\n<h6>adesso le parea la vita intera.<br \/>\nIl suo sposo non era pi\u00f9 tornato. E troppe astuzie le erano occorse a vincere<br \/>\nI Proci che tentavano al trono e al suo bel volto di regina.<br \/>\nFalso era il vento che le sussurrava<\/h6>\n<h6>\u201cAttendi ancora, torner\u00e0 l\u2019amore; Ulisse rivedrai se pazienza avrai\u201d<br \/>\nAveva pazientato troppi anni , avea sperato non fossero inganni<br \/>\nMa quelle voci non diceano il vero:<br \/>\nUlisse non tornava! Adesso basta!<\/h6>\n<h6>Con pochi suoi fedeli servitori<br \/>\nE l\u2019ancella fida che, ben che vecchia, la volea seguire,<br \/>\napprontato aveva un legno sul mare, le vele attendendo<br \/>\nsolo il suo arrivo. Il figlio, rigato il volto di lacrime sofferte,<\/h6>\n<h6>l\u2019abbracci\u00f2 stretta come da fanciullo quando da lei chiedeva un bacio.<br \/>\nSi fece forza la donna e, rompendo quel vincolo d\u2019affetto,<br \/>\nserbando in cuore il materno dolore<br \/>\ngiunse alla spiaggia e pose il piede sulla lucida barca.<\/h6>\n<h6>Part\u00ec Penelope senza mai voltarsi<br \/>\ne le vele col favore di un Eolo generoso<br \/>\nsi gonfiarono presto ed il naviglio<br \/>\nsi allontan\u00f2 dall\u2019Itacense sponda.<\/h6>\n<h6>Per giorni e notti spir\u00f2 lieve la brezza<br \/>\ne il mare amico fu di quel coraggio.<br \/>\nGli dei propizi aveano aperto i cieli<br \/>\na un sole mite che della donna l\u2019animo rincuorava<\/h6>\n<h6>e dei suoi che ai remi erano curvi.<br \/>\nA Penelope il tempo sembr\u00f2 breve e presto<br \/>\n(ma eran corsi giorni) avvistaron sull\u2019onde in lontananza<br \/>\nLa scura terra ancora sconosciuta.<\/h6>\n<h6>Ma seguendo i consigli dei saggi marinai che avea prescelto<br \/>\ne vedendosi al cielo alzarsi un nero fumo che pareva<br \/>\ngettar da un monte e fuoco e sassi e morte<br \/>\npreser consiglio di tentar la sorte pi\u00f9 avanti, ancora in mare<\/h6>\n<h6>e i marinai ripresero a remare<br \/>\nma verso il nord, come dicon le stelle<br \/>\ne con gli dei sempre benigni al fianco<br \/>\nattraverso uno stretto lembo di mare si ritrovar<\/h6>\n<h6>nell\u2019azzurre acque pi\u00f9 aperte, ma sempre costeggiando<br \/>\nle spiagge italiche fino ad un ampio golfo<br \/>\ncostellato di isole s\u00ec belle da parer stelle in mare<br \/>\ne in fronte a quelle, sulla riva sabbiosa e profumata<\/h6>\n<h6>fermar la barca e scesero i giovani e posero<br \/>\nun drappo rosso per non far bagnare il regal piede<br \/>\ndi Penelope bella. E in quel momento la donna<br \/>\ns\u2019incammin\u00f2 per quella spiaggia fine<\/h6>\n<h6>e ringrazi\u00f2 per la benigna sorte gli dei<br \/>\nche avean loro evitata la morte in mare. La regina, libera dal suo re<br \/>\nsentivasi in cor suo nascer la voglia<br \/>\ndi tentar nuove sorti sulla terra<\/h6>\n<h6>che amica ospitata l\u2019avrebbe; e con i suoi<br \/>\ns\u2019incammin\u00f2 verso l\u2019ombrosa selva<br \/>\ndi pini profumati e d\u2019agave succose<br \/>\ne presto intorno a lei si fece folla<\/h6>\n<h6>di giovani acclamanti e di fanciulle<br \/>\nche ghirlande le poser sulle spalle e serti di fiori tra i capelli<br \/>\nla sua regalit\u00e0 riconosciuta dal portamento e dalle vesti<br \/>\nin oro trapuntate e fu Penelope acclamata<\/h6>\n<h6>regina di quel mondo cos\u00ec bello<br \/>\nche si nomea Pausilypon, e d\u2019Itaca ormai soltanto<br \/>\nun ricordo d\u2019attesa e di sconforto pi\u00f9 non fu altro.<br \/>\nIl ricordo di un uomo che la sua vita avea portato altrove<\/h6>\n<h6>dimenticando la sua sposa e la casa e il figlio e l\u2019amore.<br \/>\nTesseranno per Penelope gli dei una vita felice di affettuose cure<br \/>\ndi quanti a lei si rivolgeano, grati, per consigli<br \/>\no parole di saggezza. E da quel giorno non fu pi\u00f9 tristezza.<\/h6>\n<h6>E un d\u00ec alle itacensi spiagge torn\u00f2 il suo re,<br \/>\nlo vide il fedel cane Argo,e di gioia<br \/>\nand\u00f2 a morir felice ormai, ai suoi piedi;<br \/>\nanche Telemaco il padre riconobbe e l\u2019abbracci\u00f2 piangendo<\/h6>\n<h6>ma un velo di tristezza avea negli occhi:<br \/>\ne Ulisse entr\u00f2 nella stanza nuziale,<br \/>\nvide quel letto agognato e bello, di lucide radici decorato:<br \/>\ne sogn\u00f2, solo, un amoroso amplesso.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">MARIA LUISA PARAZZINI<\/span><\/strong><\/p>\n<h6>Sirenetta. La vendetta<\/h6>\n<h6>Simulazione di una lezione tenutasi alle educatrici \u00a0dell\u2019asilo di Via dei Platani<\/h6>\n<h6>Oggi incontreremo un personaggio femminile che avrete conosciuto tra libri e cartoni animati , la Sirenetta. Citer\u00f2 tra virgolette qualche edificante frase dalla versione originale di Andersen, che troverete credo piuttosto inquietante.<\/h6>\n<h6>Vi inviter\u00f2 a vedere la Sirenetta come una ragazza originale, diversa dalla media, con attributi simbolici, coda voce occhi e un carattere romantico, un\u2019eroina in cui immedesimarsi.<br \/>\nCome tale vorremmo fosse felice, come tale potremmo presentarla alle ragazzine, come un soggetto \u00a0non omologato, una diversa da comprendere e da cui prendere utili spunti.<\/h6>\n<h6>Dopo una prima parte che ci introduce nel suo doppio mondo, nel suo innamoramento e nelle sue prime timide e poco assertive scelte, che culminano nel salvataggio dell\u2019amato principe e nell\u2019immediata di lei fuga tra alghe e scogli per non mostrare la sua stupenda coda, vi condurrei a seguirla nella parte focale della storia.<br \/>\nLa parte in cui lei agisce e si sacrifica. Fino al ..colpo di coda \u2026. finale. Perch\u00e9 ci\u00f2 possa avvenire proverei a rivolgermi direttamente a lei.<\/h6>\n<h6>Cara Sirenetta, la tua \u201ccoda di pesce\u201d ti potrebbe salvare a meno che il desiderio inappagato di lui che solca i mari , ti colmi di disperazione. Con la tua coda lo seguirai mentre cerca l\u2019anima gemella e non l\u2019avr\u00e0 in te riconosciuta perch\u00e9 tu stessa ti sarai nascosta sotto le alghe il primo giorno che vi siete incontrati, e ti dispererai , sentimento spesso prodotto dagli amori, la disperazione, fungendo pur da sprone a crescere, effetto spesso prodotto dagli amori .<br \/>\nCi\u00f2 ti spinger\u00e0 ad uscire dal tuo giardino dove stavi abbracciata alla sua statua o alla sua foto e per raggiungerlo, lui \u00a0e quella \u00a0sua anima immortale, nella ricerca di elevare la tua al suo livello, farai carte false per prendere appuntamento da una strega che ti proporr\u00e0 il patto per diventare una vera ragazza, umana come lui.<br \/>\nSe vorrai perdere la tua originalit\u00e0 di Sirena, cio\u00e8 se vorrai avvicinarlo e conquistarlo, ecco la soluzione della strega: via le tue pinne fatte per solcare i mari, via le stupende tue squame di zaffiro lucente. Potrai allora caracollare su un bel paio di gambe soffrendo \u201ccome se una spada affilata ti trapassasse\u201d, traballando su storpianti calzature che oggi avrebbero dei tacchi vertiginosi.<br \/>\nGrazie a questo patto masochistico potresti finalmente \u201cconquisterai l\u2019amore del principe, cosicch\u00e8 lui dimentichi per te sua madre e suo padre,dipenda da te per ogni suo pensiero e chieda al prete di congiungere le vostre mani rendendovi marito e moglie\u201d, cos\u00ec indica Andersen<\/h6>\n<h6>C\u2019\u00e8 inoltre a portata di mano la possibilit\u00e0 di farsi ancora pi\u00f9 male, cara Sirena innamorata, e \u00a0per saldare il debito con la strega che ti ha svelato il segreto dall\u2019autodistruzione, per permetterle di completare l\u2019incantesimo e provare a a fornirti un anima \u00a0immortale dovrai accedere alla modalit\u00e0 \u201cesclusione audio\u201d, il funzionale consiglio sempre valido per meglio adattarsi ad una societ\u00e0 dove le donne \u2026. non contano.<br \/>\nInfatti se pensavi di mantenere qualcosa che ti distinguesse da tante altre, che poteva fa capire che eri tu e chi eri tu, devi invece rinunciare proprio alla tua voce, alla tua bella voce, quella con cui credevi di \u201cpoterlo sedurre\u201d, quella con cui ti consolavi, niente da fare, tagliarti la lingua e lasciarti muta permetter\u00e0 di far funzionare il filtro magico, che trafigge e guida le tue belle gambe.<\/h6>\n<h6>E se ti verr\u00e0 il dubbio che niente poi ti resti di tuo, verrai rassicurata perch\u00e9 \u00e8 a quel punto che \u00a0sarai accolta invece nel mondo delle donne che tutto hanno capito: \u201cti rester\u00e0 la tua splendida persona, la tua armoniosa andatura e i tuoi occhi espressivi, con questo riuscirai a conquistare certo il cuore di un uomo\u201d. Non usando la voce \u00a0eviterai infatti di procurare \u00a0inutile disturbo e sollecitazioni. Non per niente lui arriver\u00e0 a dirti \u201c\u201cSe mai dovessi scegliere una sposa , allora prenderei te, mia trovatella muta con gli occhi parlanti\u201d<\/h6>\n<h6>E poich\u00e8 la strega era ben consapevole dell\u2019assurdit\u00e0 del patto a cui queste giovani perse nell\u2019amore vanno incontro, il contratto aveva anche la clausola beffa:, se dopo tutto quel pop\u00f2 di sacrificio lui si innamorava di un&#8217;altra, se lui se la sposava, tu, senza pi\u00f9 voce ne pinne , all\u2019alba del primo giorno dopo le loro nozze avresti avuto, indovina un po\u2019, il cuore spezzato e saresti stata felicemente trasformata in nuvole e vento .<br \/>\nDopo questa serie di colpi di genio infilati uno dietro l\u2019altro viene proprio voglia di cambiare la storia.<br \/>\nNeanche il tempo di eliminarlo, con un delitto di gelosia, come le avevano consigliato le sorelle, le viene lasciato .<\/h6>\n<h6>Cambiare il finale qui bisogna cambiare il finale\u2026<\/h6>\n<h6>Ecco cos\u00ec vedrei la \u00a0Sirenetta, mentre lui nella favola le propone di reggere lo strascico della novella sposa, la vedrei stringere a fessura quei suoi begli occhioni parlanti, avvicinarsi all\u2019orecchio \u00a0 sinistro delprincipe, lasciargli un sospiro profondo che solo lui senta, dargli una veloce leccatina dietro un orecchio che tutti presero per un fraterno bacio e correre via ,mentre lui non ricorda pi\u00f9 chi ha davvero sposato.<br \/>\nLa vedrei correre \u00a0dalla strega, come un fulmine impazzito, e con una mimica accesa e precisa riconoscere \u00a0davanti alla sua aguzzina di essere stata un\u2019emerita oca, e gridare che mai pi\u00f9 l\u2019avrebbe fatto di vendere pinne e voce, per dei cretini simili.<br \/>\nLa strega, che teneva anche lei nella sua grotta la statua di un altro cretino da lei amato disperatamente in giovent\u00f9, per solidariet\u00e0 le render\u00e0 la voce, roca e sensuale, poi le toglier\u00e0 tutte quelle trafitture di \u00a0 spada consigliandole di abbassare anche di poco i tacchi e le consegna una boccetta dai colori magici. Estratto di Damiana, per rinvigorire i sensi. \u00a0Che la Sirenetta spruzza ogni giorno sulle spalle del principe, mentre lei gira felice per il palazzo, danzando, dipingendo, cantando, suonando clavicembali, mentre la sposa regina si trascina tra cerimonie e precettori, e la notte tarda, la Sirenetta sa che lui arriver\u00e0, nella sua stanza.<\/h6>\n<h6>\u00a0Il mattino dopo lei potr\u00e0 rigirarsi felice nel letto di nuovo vuoto, fino alla prossima notte, mentre il principe torner\u00e0 al suo ruolo e misurer\u00e0 lunghe occhiaie, davanti allo sbattere inutile e forsennato degli occhi della sua vera(?) sposa.<\/h6>\n<h6>E vissero tutti, chi pi\u00f9 chi meno, felici e contenti<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">PATRIZIA PULEIO<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #993366;\">Giulietta senza Romeo.<\/span><\/p>\n<h6>Adesso, che la giovinezza se n\u2019\u00e8 andata, che son passati tutti questi anni, adesso che nella vita ho tanto sofferto, so che esistono dolori tanto pi\u00f9 crudeli e reali dei mali d\u2019amore.<br \/>\nPenso ad esempio a quanto ho pianto quando \u00e8 morto mio padre, mancato in un lampo per un incidente di caccia, e a quanto ho pianto per mia madre, nei mesi eterni della sofferenza e della malattia, e penso al pianto di dolore durante il parto dei nostri figli, quando credevo e anzi imploravo di morire, e anche a come ho pianto di gioia subito dopo, vedendoli, perch\u00e9 questo \u00e8 il miracolo della vita\u2026eppure dopo tutto questo tempo, Romeo, se ripenso a quei momenti lontani, il cuore torna a battermi in un modo diverso, nel modo unico ed immutabile che \u00e8 quello del male d\u2019amore\u2026<br \/>\nE ancora adesso, se io per un miracolo fossi l\u00ec, in quel momento fatale, vicino a te, Romeo, pi\u00f9 bianco del bianco marmo su cui giacevi immobile, io ancora non esiterei a gettarmi sul tuo pugnale, per raggiungerti, perch\u00e9 cos\u00ec inutile e assurdo mi sembrava in quel momento sopravvivere, sopravviverti, vivere sulla faccia della terra da sola, perch\u00e9 era cos\u00ec che mi sentivo senza di te: sola, anche se in compagnia dei miei genitori, dell\u2019adorata nutrice, degli amici, del mondo intero.<br \/>\nCh\u00e9, anzi, insopportabile mi era la vista di tutte quelle persone che non capivano, non avevano capito quanto indispensabile eri, tu, alla mia stessa esistenza.<br \/>\nSola, ero sola, e l\u2019unico scopo degli ultimi istanti della mia vita inutile era quello di raggiungerti, ovunque tu fossi, anche all\u2019inferno.<br \/>\nE certo all\u2019inferno sarei finita, se non fossi stata cos\u00ec maldestra da mancare il mio cuore, e toccarlo solo di striscio, ch\u00e9 forse la mano mi tremava, nel vederti l\u00ec a terra, vicino eppure gi\u00e0 lontanissimo\u2026troppo forte il dolore, e la mano non abbastanza ferma.<br \/>\nE tu pure, ora, saresti a penare per l\u2019eternit\u00e0 negli inferi, se non fosse che frate Lorenzo arriv\u00f2 in tempo, il veleno infatti non aveva ancora raggiunto il tuo cuore, e ti vers\u00f2 tra le labbra, in gola, gi\u00f9 fino in fondo, la fiala di antidoto che aveva con s\u00e9.<br \/>\nTi salvasti, mi salvarono.<br \/>\nLa ferita, curata da mani amorevoli, guar\u00ec. Il saperti vivo mi fece vivere.<br \/>\nE tutti, tutti, davanti all\u2019immensit\u00e0 di quanto avevamo fatto, si spaventarono, e videro quello che con le loro ostinate convinzioni avevano ottenuto. Si spaventarono, e ci concessero di vivere il nostro amore.<br \/>\nCi condannarono alla felicit\u00e0 di una vita normale.<br \/>\nSiamo stati felici, infatti. Felici come tutti.<br \/>\nSiamo stati moglie e marito, madre e padre. Abbiamo messo al mondo dei figli, li abbiamo cresciuti, li abbiamo, per quanto possibile, aiutati ad andarsene verso una loro vita. Abbiamo seppellito i nostri genitori, e anche qualche amico. Io sono invecchiata, tu sei invecchiato.<\/h6>\n<h6>Non hai pi\u00f9 il bel profilo che seguivo accarezzandolo con il dito, non sento pi\u00f9 dalla tua bocca parole piene d\u2019amore. N\u00e9 sento i tuoi baci, i tuoi sospiri. So che li regali ad altre donne, pi\u00f9 giovani e belle di me, insieme a monili e pietre preziose. Mi fa soffrire, ma non posso farci nulla, so che \u00e8 cos\u00ec che vanno le cose, mi vergogno soltanto, l&#8217;\u2019ultima poi \u00e8 pi\u00f9 giovane di nostra figlia\u2026<br \/>\nA me non manca nulla, n\u00e9 denari n\u00e9 belle vesti, feste a corte, musiche, tornei, e una gran considerazione in citt\u00e0. Solo mi mancano le parole, i discorsi appassionati al chiaro di luna, il tenersi le mani e appartenersi nell\u2019anima\u2026<br \/>\nSiamo per tutti una coppia da ammirare, l\u2019emblema stesso dell\u2019amore che trionfa, insomma, siamo Giulietta e Romeo, che hanno provato a vivere insieme almeno nella morte e sono stati ricompensati ottenendo di vivere insieme nella vita.<br \/>\nMa in tutta questa storia, dov\u2019\u00e8 finito l\u2019Amore?<br \/>\nPerch\u00e9, se ripenso all\u2019Amore con la A maiuscola, mi ritrovo ancora l\u00ec, in quella stanza gelida, col pugnale tra le mani e tu disteso sul pavimento, tu che avevi scelto di morire, piuttosto che vivere senza di me?<br \/>\nMi ritrovo l\u00ec, e l\u2019unica cosa che so di certo \u00e8 che, adesso, la mia mano sarebbe pi\u00f9 salda, che non sbaglierei la mira, no. Mi dico, tra le lacrime, che sarebbe stato meraviglioso non essermi svegliata, ed essere morta davvero, col tuo nome sulle labbra, il nome di colui che amavo, di colui che mi amava.<br \/>\nSolo cos\u00ec tu mi avresti amato, ed io ti avrei amato per sempre, solo cos\u00ec quella bellissima illusione sarebbe durata fino ad oggi e per tutta l\u2019eternit\u00e0.<br \/>\nPer sempre.<\/h6>\n<h6><\/h6>\n<h6><\/h6>\n<h6><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MARTEDI&#8217; 5 MAGGIO ORE 18,30 &#8220;Che fine han fatto Biancaneve e le Altre? 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