Sabato 20 maggio alle ore 11

 

Primo e secondo incontro informativo per le socie e i soci  che vogliono partecipare agli eventi per BookCity

Verrà  spiegato il tema su cui bisogna lavorare

Rivoluzione, reinventare il rischio e l’avventura.

Con esatto amore.

La partecipazione a BookCity2017 si fa più audace per l’Associazione Apriti Cielo!

A partire dal romanzo “L’armata dei sonnambuli” del collettivo Wu Ming 無名 che mette in scena la Rivoluzione Francese (1789-1799),  la determinazione delle Cittadine che hanno partecipato, e le intuizioni riguardanti l’ipnosi e il transfert sperimentato dal medico tedesco Franz Anton Mesmer, ci siamo addentrate ad esplorare la passione storica, politica e amorosa.

Abbiamo scelto come accompagnatrici e accompagnatori un filosofo Francese Alain Badiou con il suo libro Elogio dell’Amore, Chiara Zamboni con il saggio L’Azione Perfetta e Chandra Lidia Candiani con alcune delle sue Poesie.

Questo è il tema che l’Associazione Apriti Cielo! vuole indagare con artiste/i, poete/i, scrittrici e scrittori e che ci accompagnerà sino all’esordio finale degli elaborati che, per quanto riguarda le letture e la presentazione di libri, avverrà nelle tre giornate di Bookcity mentre per la parte di arte figurativa si realizzerà in una mostra collettiva che rimarrà aperta nei tre giorni dal 17-18-19 novembre 2017 in una sede da definire.

Regolamento di partecipazione alla mostra collettiva

Gli elaborati (quadri, sculture, fotografie, poesie, scritti, ecc…) dovranno pervenire per fine settembre 2017. Le opere figurative dovranno avere come dimensione massima 70×150 cm.

Il consiglio direttivo di Apriti Cielo! selezionerà le opere da esporre in base all’idoneità rispetto al tema, e curerà l’allestimento della mostra.

Per partecipare è necessario essere associate/i chi non lo fosse dovrà munirsi della tessera che ha un costo di € 15.00 per le persone sino ai 26 anni e di € 30,00 per tutte le altre. La prima riunione generale per avere maggiori informazioni e per accedere alla partecipazione è indetta per sabato 20 maggio 2017 alle ore 11.00 presso la sede dell’associazione.

Tutte le artiste/i potranno scegliere di rappresentare un tema presente negli estratti sottoelencati con un lavoro che lo rappresenti

Si lavora sui seguenti materiali

L’armata dei sonnambuli del colletttivo Wu Ming

Il romanzo si svolge a Parigi tra il 21 gennaio 1793, giorno della decapitazione dell’ex sovrano Luigi XVI e il 21 gennaio 1795, abbracciando tutto il periodo del cosiddetto Regime del’Orrore L’opera vede alternarsi le vicende di Orphée D’Amblanc, medico mesmerizzatore di Marie Nozière, proveniente da quartiere Sant’Antonio, di suo figlio Bastien e del poliziotto del quartiere, di lei innamorato, Treignac. È Marie a cucire il costume da Scaramouche a Leo Modonnét, un attore italiano caduto in disgrazia, che per un breve periodo si dedica a punire, per conto del popolo, gli accaparratori che cercano di lucrare sulla fame di questo periodo successivo alla Rivoluzione Francesee. Modonnèt viene però arrestato da Treignac, diventando un combattente di strada sotto gli insegnamenti del celebre maestro d’armi Bernard detto La Rana. Contemporaneamente D’Amblanc viene spedito per conto della Repubblica ad indagare su dei misteriosi avvenimenti accaduti in Alvernia collegati al mesmerismo, in cui viene spesso citato il misterioso Cavaliere d’Yvers, un altro potente esperto delle tecniche di sonnambulismo e del cosiddetto “fluido magnetico”. Questi, un convinto reazionario dopo un fallito tentativo di liberare Luigi XVI il giorno della morte, si è fatto volontariamente internare nel manicomio di Bicetre sotto il falso nome di Auguste Laplace, continuando a compiere i propri esperimenti di sonnambulismo. Dopo la morte di Robespierre questi decide di tornare a Parigi, guidando un’armata di sonnambuli immuni al dolore, con lo scopo di liberare il Delfino di Francia, Luigi Carlo , figlio di Luigi XVI e Maris Antonietta. Il suo piano viene sventato dalla collaborazione tra D’Amblanc, Modonnèt, tornato a vestire i panni del vendicatore Scaramouche, e Marie. D’Amblanc finirà con l’adottare il giovane Delfino, dalla salute cagionevole, sotto mentite spoglie.

Elogio dell’amore di Alain Badiou

«Io non credo che l’amore sia la conoscenza dell’altro. Credo che, nel corso di un amore, e non solamente nell’illuminazione iniziale, si possa costruire un’esperienza del mondo decentrata rispetto alla visione individuale, al narcisismo. Il mondo di cui io faccio esperienza, la mia vita, il tempo che trascorre, sono modificati dalla presenza dell’altro. Questo è ciò che chiamo amore. Il mondo del Due si è sovrapposto al classico mondo dell’Uno». Cos’è davvero l’amore, perché è da sempre al centro della letteratura e dell’arte, perché è l’orizzonte finale della religione e della politica e più in generale delle nostre vite, miraggio di chi lo cerca disperatamente, porto d’arrivo di chi davvero l’ha trovato? Badiou riflette su tutto questo, osserva l’amore da ogni punto di vista, dalla campagna pubblicitaria del sito di incontri online Meetic alle opere di Beckett, passando per il cristianesimo e la politica, e risponde in modo straordinario a questioni filosofiche già poste da Platone. Oggi, racconta Badiou, l’amore è doppiamente minacciato. A «destra» sembra essersi affermata una concezione liberale, quella dell’amore a rischio zero, che non è che un prolungamento ideale del matrimonio combinato e del regime del contratto economico. A «sinistra» si staglia invece una minaccia di puro edonismo, un’ossessione sulla propria libertà personale che nega e rifiuta l’amore a vantaggio del solo piacere. Queste visioni liberali e libertarie convergono infine in chi vede l’amore come un rischio del tutto inutile, perché incapace di apportare nelle nostre vite qualcosa di vantaggioso, o di realmente piacevole. Da queste premesse Badiou innalza il suo toccante e sentito Elogio. Perché l’amore per questo grande scrittore e intellettuale è l’apparizione improvvisa del «due», del diverso, dell’alterità. Perché è un’autentica esperienza metafisica del tempo». Perché è l’unico rischio che ci dà la forza e il coraggio di affrontare e rivelare a noi stessi la verità della vita

Chandra Lidia Candiani

Leggere la poesia di Chandra Livia Candiani è immergersi sin da subito nella parola ‘accoglienza’. Come l’abbraccio nei versi riportati sulla copertina di La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore (Einaudi, 2014), scoprire la poesia di Chandra Livia Candiani significa entrare in una dimensione di accoglienza poetica molto particolare che tocca diversi livelli di significato.
La sua ultima raccolta, densissima, è un manuale sulla scoperta del mondo, in cui partecipano assieme l’infanzia, la morte, la sofferenza, il male, la vita, gli altri, l’amore e molto altro ancora. C’è tutto un universo in questi versi e già, appunto in copertina, si trovano le parole chiave che guidano nella lettura.
I versi di Candiani ‘respirano’, muovono e spingono contemporaneamente verso l’interno (il sé) e l’esterno (il noi). Sono versi-terrestri perché trattano di ciò che è immanente ma anche versi-universo che propongono un approccio con ciò che è ineffabile.
La poesia di quest’autrice corrisponde, secondo Giorgio Morale, al «trovarsi di fronte a un ‘io’ leggero ma anche all’evidenza del rischio della condizione umana nell’oggi». Implica inoltre, secondo Morale, la possibilità di ricevere quello che Paul Celan indica specificamente come ‘dono’.

L’universo non ha centro

ma per abbracciarsi si fa così

ci si avvicina lentamente

eppure senza motivo apparente,

poi allargando le mani,

si mostra il disarmo delle ali,

e infine si svanisce,

insieme,

nello spazio di carità

tra te

e l’altro.

 

Chiara Zamboni

L’azione perfetta